{"id":254,"date":"2014-04-23T20:52:02","date_gmt":"2014-04-23T18:52:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicologicalmente.org\/blog\/?p=254"},"modified":"2015-04-03T22:12:32","modified_gmt":"2015-04-03T20:12:32","slug":"pregiudizi-e-stereotipi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/?p=254","title":{"rendered":"Pregiudizi e stereotipi"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:PunctuationKerning\/>\n<w:ValidateAgainstSchemas\/>\n<w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n<w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n<w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:DontGrowAutofit\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-ansi-language:#0400;\n\tmso-fareast-language:#0400;\n\tmso-bidi-language:#0400;}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Autore: <a href=\"http:\/\/www.gentile.altervista.org\" target=\"_blank\"><strong>Dott. Nicola Gentile<\/strong><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">All\u2019interno di una cultura sempre pi\u00f9 globale, caratterizzata da scambi non soltanto economici, ma anche da conflitti di tipo inter &#8211; etnico che significato assumono le parole pregiudizio e stereotipo? A tale questione cerca di dare una definizione Paola Villano nel suo testo, precisando che questi due termini in molti casi vengono utilizzati come sinonimi, ma in realt\u00e0 &lt;&lt;lo stereotipo \u00e8 [\u2026] il nucleo cognitivo del pregiudizio&gt;&gt;. (Ivi, p. 7)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Come nascono gli stereotipi? Sono state date molte spiegazioni in passato e vari studi ne hanno cercato le cause. Nel primo capitolo, in cui viene spiegata la natura degli stereotipi, l\u2019autrice sintetizza alcune teorie quali: lo stereotipo come distorsione mentale; la spiegazione psicoanalitica; l\u2019approccio del conflitto realistico; la spiegazione culturale; la prospettiva cognitiva; la spiegazione motivazionale attraverso la teoria dell\u2019identit\u00e0 sociale e la teoria della categorizzazione di s\u00e9.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Interessante \u00e8 di tutte le affermazioni fatte la seguente:<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&lt;&lt;Anche l\u2019antisemitismo \u00e8 stato spiegato da alcuni psicologi secondo la logica per cui questo fenomeno, a livello collettivo, emergerebbe quando la pressione dei problemi sociali, economici e politici diventa intollerabile e i gruppi si trovano in competizione per accaparrarsi le poche risorse disponibili&gt;&gt;. (Ivi, p. 14)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Ed anche:<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&lt;&lt;che una forte identificazione con il proprio gruppo presupponga un autostereotipo positivo&gt;&gt;. (Ivi., p. 17)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Da questi due commenti ognuno pu\u00f2 trarre le conclusioni che ritiene pi\u00f9 opportune, seguendo quei pregiudizi e stereotipi che fanno parte della propria storia di vita.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Ma quali processi cognitivi sono alla base degli stereotipi e dei<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>pregiudizi? Sicuramente il processo principale \u00e8 quello della categorizzazione intesa come procedimento secondo cui gli individui ordinano mentalmente il loro mondo sociale e riducono la quantit\u00e0 di informazioni con cui si confrontano.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">In un certo senso spiega la Villano &lt;&lt;si \u00e8 visto come l\u2019uso di categorie per ordinare il mondo sia un processo ordinario della mente umana&gt;&gt;. (Ivi, p.27)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">La stereotipizzazione sopraggiunge nel momento in cui all\u2019identificazione categoriale, attraverso quegli elementi di base che accomunano i membri di una categoria si aggiungono altri requisiti o caratteristiche di tipo psicologico o attinenti a qualit\u00e0 morali o giudizi di valore come nell\u2019esempio che cita l\u2019autrice della nostra amica Irene, \u201cdonna\u201d, a cui in quanto donna attribuiamo il fatto che \u201cami i bambini\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Tale stereotipo \u00e8 positivo, ma esistono altri esempi che potrebbero attraverso giudizi e attribuzioni diverse creare uno stereotipo negativo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nel secondo capitolo Paola Villano spiega come gli stereotipi possono servire per conoscere il mondo sociale.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Un processo importante nella creazione dello stereotipo e quello dell\u2019inferenza. Tale procedimento pu\u00f2 essere positivo se tiene in considerazione molti aspetti o tratti di una situazione; diventa invece negativo quando si basa su un unico tratto distintivo o su impressioni soggettive in realt\u00e0 inesistenti.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&lt;&lt;Come per il processo di categorizzazione, dunque, anche per quello di inferenza esiste una differenza fra un suo uso ordinario e uno distorto&gt;&gt;. (Ivi, p.29)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Altri due fenomeni che agiscono nel processo di stereotipizzazione sono: quello della correlazione illusoria, intesa come un\u2019associazione inesistente tra due caratteristiche, come per esempio l\u2019appartenenza alla categoria \u201cdonna\u201d e il non essere portati per la matematica, ma anche portare una divisa ed essere considerati autoritari; il secondo interessante fenomeno \u00e8 quello delle profezie che si autoadempiono, nel quale lo stereotipo favorendo la risposta in termini comportamentali dell\u2019individuo \u2013 bersaglio, secondo le attese create dallo stereotipo stesso, che a questo punto confermano l\u2019ipotesi del percepente.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Viene poi affrontato lo stereotipo secondo l\u2019approccio cognitivo di Tajfel con l\u2019osservazione e misurazione degli stereotipi impliciti, cio\u00e8 fuori dalla consapevolezza del soggetto, attraverso l\u2019IAT (<i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Implicit Association Test<\/i>) e degli stereotipi correlati agli stati d\u2019animo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Infine vengono osservate le prospettive della modifica dello stereotipo e del superamento delle barriere da esso create.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nel terzo capitolo viene, quindi affrontato il pregiudizio, partendo dall\u2019etimologia del termine che l\u2019autrice definisce come un\u2019opinione precostituita, non fondata su un esame diretto e attento. Vengono individuati due principali livelli di analisi per spiegare questo fenomeno sociale: il primo \u00e8 un livello intraindividuale; il secondo riguarda pi\u00f9 l\u2019aspetto contestuale e quindi la dimensione interpersonale e intergruppi.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">La concezione individualistica parte dalla visione freudiana &lt;&lt;di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">capro espiatorio <\/i>secondo cui gli individui, quando sono frustrati o infelici, tendono a mostrare pi\u00f9 aggressivit\u00e0 nei confronti dei gruppi privi di potere, che non sono graditi e visibili&gt;&gt;. (Ivi, p. 51)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Sempre all\u2019interno di tale visione sono state approfondite altre teorie quali: la teoria della frustrazione \u2013 aggressivit\u00e0; la teoria della personalit\u00e0 autoritaria; la teoria della personalit\u00e0 dogmatica. Queste teorie, per\u00f2, mettono in risalto le motivazioni individuali che possono portare al pregiudizio, mentre una serie di studi pi\u00f9 recenti sul &lt;&lt;pregiudizio moderno&gt;&gt; (Ivi, p. 56) hanno messo in risalto le differenze cognitive intraindividuali osservando le vecchie e le nuove forme di pregiudizio e razzismo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nel quarto capitolo viene affrontato un altro livello di analisi, e cio\u00e8 quello del pregiudizio nelle relazioni interpersonali e intergruppi. Per prima cosa l\u2019autrice spiega come il pregiudizio possa essere inteso come &lt;&lt;un atteggiamento di risposta negativa nei confronti delle persone appartenenti a una determinata categoria&gt;&gt;. (Ivi, p. 68)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Delinea, quindi l\u2019atteggiamento come un anello di congiunzione fra l\u2019individuo e la societ\u00e0 nel suo complesso, spostando l\u2019attenzione prima sull\u2019interpretazione di Smith del pregiudizio come emozione, poi sugli studi che hanno riguardato il livello di analisi contestuale, come quelli di Allport. Si arriva cos\u00ec al pregiudizio come processo di gruppo, o meglio alla comprensione di tale fenomeno attraverso i processi di gruppo, come per esempio gli interessi oggettivi del gruppo di appartenenza.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Importante \u00e8 quindi il ruolo dell\u2019identit\u00e0 sociale, in quanto le persone agiscono e sentono come membri di un gruppo, sviluppando cos\u00ec emozioni positive e cameratismo oltre a una forte coesione, a discapito per\u00f2 delle relazioni con l\u2019altro gruppo che possono diventare ostili e distruttive e portare a veri e propri conflitti sociali.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">L\u2019autrice quindi elenca una serie di studi e modelli che hanno preso in considerazione la possibilit\u00e0 di ridurre il pregiudizio, per esempio attraverso il contatto fra gruppi, che per\u00f2 avr\u00e0 effetti positivi solo a particolari condizioni. Alla fine Paola Villano giunge alla seguente conclusione:<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&lt;&lt;Pertanto gli esiti positivi nella riduzione del pregiudizio possono essere favoriti intervenendo a pi\u00f9 livelli causali&gt;&gt;. (Ivi, p. 87)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nell\u2019ultimo capitolo viene preso in considerazione il linguaggio del pregiudizio, o meglio gli studi di psicologia sociale che hanno tenuto conto dell\u2019importanza del linguaggio, attraverso l\u2019analisi del discorso, il quale &lt;&lt;comprende tutte le forme di interazione verbale parlata, formale o informale, e tutti i tipi di testi scritti&gt;&gt;. (Ivi, p 91)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">L\u2019autrice illustra, quindi, quella parte della psicologia sociale definita come psicologia discorsiva, descrivendo una modalit\u00e0 diversa per studiare la categorizzazione sociale e l\u2019esclusione degli altri attraverso il discorso sostenendo che gli &lt;&lt;atti discorsivi non sono in s\u00e9 discriminatori, ma possono diventarlo nel momento in cui riproducono una necessit\u00e0 oggettiva di giustificare e legittimare le divisioni etniche e le ineguaglianze sociali, culturali ed economiche che, agli occhi della gente, appaiono normali e quindi inevitabili&gt;&gt;. (Ivi, p. 104)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">In conclusione, tale pubblicazione scritta in modo chiaro e semplice, risulta particolarmente interessante e stimola il lettore ad approfondire gli argomenti trattati.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Bibliografia.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&#8211; Villano, P. (2003). <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Pregiudizi e stereotipi<\/i>. Roma: Carrocci editore S.p.A.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Dott. Nicola Gentile All\u2019interno di una cultura sempre pi\u00f9 globale, caratterizzata da scambi non soltanto economici, ma anche da conflitti di tipo inter &#8211; etnico che significato assumono le parole pregiudizio e stereotipo? 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