{"id":258,"date":"2014-02-19T20:54:49","date_gmt":"2014-02-19T19:54:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicologicalmente.org\/blog\/?p=258"},"modified":"2015-04-03T22:15:00","modified_gmt":"2015-04-03T20:15:00","slug":"osservare-per-educare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/?p=258","title":{"rendered":"Osservare per educare"},"content":{"rendered":"<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:PunctuationKerning\/>\n<w:ValidateAgainstSchemas\/>\n<w:SaveIfXMLInvalid>false<\/w:SaveIfXMLInvalid>\n<w:IgnoreMixedContent>false<\/w:IgnoreMixedContent>\n<w:AlwaysShowPlaceholderText>false<\/w:AlwaysShowPlaceholderText>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:DontGrowAutofit\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!-- [if gte mso 9]><xml>\n<w:LatentStyles DefLockedState=\"false\" LatentStyleCount=\"156\">\n<\/w:LatentStyles>\n<\/xml><![endif]--><!-- [if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-ansi-language:#0400;\n\tmso-fareast-language:#0400;\n\tmso-bidi-language:#0400;}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Autore: <a href=\"http:\/\/www.gentile.altervista.org\" target=\"_blank\"><strong>Dott. Nicola Gentile<\/strong><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Quanto pu\u00f2 essere importante il metodo osservativo all&#8217;interno di un contesto educativo? Quali strumenti sono necessari per una osservazione di tipo strutturato?<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">A queste domande tentano di dare una risposta le due autrici Laura D&#8217;Odorico e Rosalinda Cassibba attraverso l&#8217;esposizione di metodiche sistematiche utilizzate per la rilevazione del comportamento in un contesto di tipo educativo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&lt;&lt;Lo scopo del volume \u00e8 quello di suggerire alcune procedure e alcuni semplici strumenti per affinare e rendere esplicita la capacit\u00e0 che ogni buon educatore gi\u00e0 possiede di giungere a conoscere in modo approfondito i propri allievi.&gt;&gt; (Ivi, p. 10)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Tali differenti tipi di osservazione sistemica sono rivolte a specifiche aree di sviluppo riguardanti competenze sociali linguistiche cognitive e relazionali.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Per far ci\u00f2 le due autrici espongono nel primo capitolo gli aspetti generali applicabili a tutte le osservazioni di tipo pi\u00f9 mirato. Quindi descrivono come e quando osservare (videoregistazioni ecc\u2026), la costruzione di una griglia di osservazione (suddivisa in tre categorie: schemi di codifica, <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">checklist<\/i> e scale di valutazione), infine le principali tecniche di rilevazione del comportamento (rilevazione per eventi o ad intervalli temporali).<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nel secondo capitolo viene approfondito l&#8217;argomento inerente l&#8217;osservazione dei comportamenti nell&#8217;ambito educativo, evidenziando due grandi classi di variabili relative al contesto educativo ed al processo educativo.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Le variabili relative al contesto possono essere direttamente o indirettamente osservabili, e nel contesto possono essere individuate tre figure principali: l&#8217;insegnante il bambino e il contesto della classe, della scuola o della comunit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Per quanto riguarda le &lt;&lt;variabili relative al processo educativo fanno riferimento alle interazioni che intervengono nel contesto educativo fra i comportamenti osservabili dell&#8217;educatore e quelli del bambino, fra quelli osservabili nell&#8217;interazione fra pari, e fra i comportamenti che caratterizzano le interazioni tra colleghi.&gt;&gt; (Ivi, p. 39)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Molta enfasi \u00e8 posta dalle due studiose sul ruolo che l&#8217;osservazione gioca nella programmazione delle attivit\u00e0 e degli interventi educativi, oltre che nella valutazione dei risultati ottenuti diventando cos\u00ec una componente fondamentale sia nel momento che precede la programmazione delle attivit\u00e0, sia nel momento conclusivo finalizzato alla verifica dei risultati.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Un altro aspetto nel quale l&#8217;osservazione pu\u00f2 avere un ruolo importante \u00e8 quello dell&#8217;incontro con i genitori, soprattutto per quel che riguarda anche finalit\u00e0 educative come nell&#8217;esempio delle cosiddette &#8220;scuole per genitori&#8221; in cui i video o i dati possono essere utili. Di grande interesse \u00e8 infine l&#8217;apporto che l&#8217;osservazione pu\u00f2 offrire nella formazione di insegnanti, educatori e operatori vari.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Tale visione prevede, infatti, che l&#8217;eventuale educatore ed operatore possa in primo luogo apprendere osservando, quindi entrare nel contesto in cui si trover\u00e0 ad operare ancora prima di iniziare la sua attivit\u00e0, ed in secondo luogo imparare ad osservare, quindi acquisire quelle tecniche necessarie per svolgere in modo adeguato il proprio lavoro. Questa prospettiva assume, secondo le autrici, un ruolo ancora pi\u00f9 importante con le insegnanti di sostegno che possono trovarsi in difficolt\u00e0 nell&#8217;interpretazione di alcuni segnali di bambini con handicap, alcune volte impossibilitati o limitati nell&#8217;utilizzo di metodi di comunicare convenzionali e quindi di non facile comprensione o codifica.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nel terzo capitolo viene presa in considerazione l&#8217;osservazione del gioco, anche se non in tutte le sue manifestazioni, ma soltanto di quel tipo di gioco organizzato intorno alla manipolazione e all&#8217;uso di oggetti. Le autrici quindi spiegano le diverse tipologie di osservazione che possono essere svolte in conseguenza anche di un gioco di tipo pi\u00f9 &#8220;spontaneo&#8221; e quindi con una metodologia meno intrusiva, oppure di giochi &#8220;suggeriti&#8221; che vogliono osservare il bambino nella produzione di gioco al massimo livello di cui \u00e8 capace.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">In tale esposizione le autrici prendono anche in considerazione gli eventuali svantaggi o vantaggi nell&#8217;utilizzo delle varie metodiche.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Gli ultimi tre strumenti presi in considerazione negli ultimi capitoli, riguardano quelli per l&#8217;osservazione del comportamento sociale, quelli inerenti il comportamento comunicativo, ed infine, l&#8217;osservazione della relazione insegnante &#8211; bambino.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Per quanto riguarda l&#8217;osservazione del comportamento sociale le autrici sottolineano come hanno preso in considerazione le interazioni tra bambini in senso generale e non solo tra bambini della stessa et\u00e0. Viene spiegato come si fa a ricavare il tasso di interazione attraverso l&#8217;annotazione delle frequenze di contatti sociali. Poi vengono presi in considerazione comportamenti come il gioco sociale, la rilevazione di comportamenti prosociali, la rilevazione di episodi conflittuali, la capacit\u00e0 di interazione tra pari ed infine, l&#8217;analisi di relazione diadiche, cio\u00e8 tra due bambini.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Nell&#8217;osservazione del comportamento comunicativo vengono analizzate le principali tappe nello sviluppo del linguaggio e vengono forniti alcuni strumenti per esaminare l&#8217;acquisizione di competenze comunicative e linguistiche comprese le capacit\u00e0 conversazionali, come per esempio quella di mantenere attiva la conversazione e quindi &lt;&lt;di &#8220;andare avanti&#8221;, di realizzare cio\u00e8, pi\u00f9 turni conversazionali sullo stesso tema.&gt;&gt; (Ivi, p. 107)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">L&#8217;ultimo aspetto preso in considerazione \u00e8 quello che riguarda l&#8217;osservazione della relazione insegnante &#8211; bambino, nel quale si considera come ormai superato il filone di studi volto a identificare le caratteristiche del &#8220;buon insegnante&#8221;, si sono presi in considerazione altri aspetti, come la valutazione del legame affettivo tra educatore e bambino, la sensibilit\u00e0 dell&#8217;insegnante nel sapere interpretare e rispondere in modo adeguato ai segnali inviati dal bambino, ed infine la valutazione delle cure di routine. Queste ultime vengono suddivise in momenti di benvenuto e commiato, momenti di pasti e merende, il momento del riposino, il momento del cambio, la pulizia personale. Questi momenti &lt;&lt;costituiscono un&#8217;occasione privilegiata di interazione tra insegnante<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>e bambino: prendendosi cura del corpo del bambino e del suo benessere fisico, l&#8217;insegnante ha la possibilit\u00e0 di stabilire delle interazioni individualizzate con i singoli bambini.&gt;&gt; (Ivi, p. 119)<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Con tale pubblicazione le due scrittrici raggiungono lo scopo che si erano prefissate e cio\u00e8 quella di mostrare a chi legge un&#8217;insieme utile di strumenti per poter conoscere il comportamento dei bambini e quindi come la costruzione di un buon modello educativo passi attraverso una corretta osservazione.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Ovviamente tale pubblicazione \u00e8 da sconsigliare ad un lettore non sufficientemente informato su tale tipo di approccio per cui si rimanda per approfondimenti ad altri testi come quello della stessa D&#8217;Odorico (1990) o di Lis &amp; Venuti (1996).<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">Bibliografia.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&#8211; D&#8217;Odorico, L. (1990). <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">L&#8217;osservazione del comportamento infantile.<\/i> Milano: Raffaello Cortina Editore.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&#8211; D&#8217;Odorico, L., Cassibba, R. (2001). <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Osservazione per educare.<\/i> Roma: Carrocci editore S.p.A.<\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\">&#8211; Lis, A., Venuti, P. (1996). <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">L&#8217;osservazione nella psicologia dello sviluppo<\/i>. Firenze: Giunti Gruppo Editoriale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Dott. Nicola Gentile Quanto pu\u00f2 essere importante il metodo osservativo all&#8217;interno di un contesto educativo? Quali strumenti sono necessari per una osservazione di tipo strutturato? 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