{"id":385,"date":"2014-04-29T21:32:56","date_gmt":"2014-04-29T19:32:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.psicologicalmente.org\/blog\/?p=385"},"modified":"2015-04-03T22:17:27","modified_gmt":"2015-04-03T20:17:27","slug":"il-gioco-nel-processo-creativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/?p=385","title":{"rendered":"Il gioco nel processo creativo"},"content":{"rendered":"<p>Autore: <a title=\"Dott.ssa Beatrice Maiani\" href=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/?page_id=73\" target=\"_blank\"><strong>Beatrice Maiani<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/creativo.jpg\" rel=\"lightbox[385]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-386\" src=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/creativo.jpg\" alt=\"creativo\" width=\"160\" height=\"92\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le descrizioni di eventi di insight e di esperienze creative sono pressoch\u00e9 coincidenti.<\/p>\n<p>Il pensiero creativo \u00e8 un concetto spesso abusato e banalizzato, quasi fosse solo una strategia da \u201cimparare\u201d o uno schema mentale da riprogrammare. Il pensiero creativo in realt\u00e0 si fonda su modalit\u00e0 di pensiero che tutti possediamo fin da bambini ma che, per poter risultare efficace, dovrebbe essere sviluppato assieme alla nostra vita emozionale e sociale.<\/p>\n<p>Un bambino che gioca o che impara per la prima volta qualcosa si approccia all\u2019esperienza in un modo globale, intuitivo e spontaneo, utilizzando tutti i 5 sensi e una formidabile capacit\u00e0 di immaginazione. Crescendo spesso si smarrisce questa modalit\u00e0 di pensiero, troppo abituati ad utilizzare percorsi di pensiero logico-razionali fino a perdere, addirittura, le modalit\u00e0 di accesso all\u2019esperienza.<\/p>\n<p>Il nostro cervello \u00e8 composto da due emisferi: il sinistro che fa capo al pensiero logico-razionale, riproduttivo e convergente che utilizza una logica analitica, guarda alle singole parti e si accosta ai problemi applicando meccanicamente dei principi gi\u00e0 conosciuti. L\u2019emisfero destro invece fa capo al pensiero creativo anche detto produttivo o divergente: si attiva spontaneamente ed opera effettuando una sintesi guardando ai problemi nella loro globalit\u00e0 e intuitivamente rileva nuove organizzazioni dei campi problematici producendo nuove soluzioni o conoscenze (insight).<\/p>\n<p>Il pensiero creativo \u00e8 strettamente dipendente dalla parte emozionale; gli insight si generano a partire dalla \u201csuperficie\u201d dell\u2019esperienza (l\u2019evidenza), permettendo alla persona di fare le sue esperienze. Il percorso verso la piena consapevolezza si dimostra essere graduale.<br \/>\nUna caratteristica fondamentale del pensiero creativo \u00e8 la condivisione e lo scambio di idee: ad esempio il braimstorming, letteralmente \u201ctempesta di idee\u201d, tecnica di gruppo finalizzata a sollecitare il pensiero creativo del partecipanti senza giudicare, n\u00e9 razionalizzare quanto ognuno dice, usata da gruppi di lavoro per eludere gli schemi di pensiero logico-analitico e sollecitare idee innovative.<br \/>\nInoltre, sebbene l\u2019\u201cinsight\u201d sopraggiunga all\u2019improvviso, visto che \u00e8 difficile esprimere a parole quanto si \u00e8 compreso, spesso \u00e8 necessario un periodo di incubazione nell\u2019organismo che porter\u00e0 ad un\u2019ulteriore intuizione fenomenologicamente nuova per il paziente; gli insight suggeriti dal nostro pensiero creativo possono agire da motore per altri insight.<br \/>\nI requisiti principali per un processo creativo in terapia sono identificabili in: empatia, autenticit\u00e0 e rispetto incondizionato per la persona che ci troviamo di fronte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/schema.jpg\" rel=\"lightbox[385]\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-391\" src=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/schema-600x402.jpg\" alt=\"schema\" width=\"600\" height=\"402\" srcset=\"https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/schema-600x402.jpg 600w, https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/schema-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.psicologicalmente.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/schema.jpg 1213w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Wallace (1926) descrisse il processo creativo in 4 stadi che possiamo far corrispondere anche alle fasi di formazione dell\u2019insight:<br \/>\n\u00b7 preparazione (analisi del problema);<br \/>\n\u00b7 incubazione (elaborazione inconsapevole attraverso processi inconsci)<br \/>\n\u00b7 illuminazione (insight improvviso)<br \/>\n\u00b7 verifica (perfezionamento e correzione).<\/p>\n<p>In termini di creativit\u00e0 Donald Winnicott occupa un posto di rilievo; intendendo per creativit\u00e0 qualcosa di ampio e basilare riassumibile nel &#8220;sentirsi vivi&#8221;.<\/p>\n<p>Nelle sue teorizzazioni Winnicott intende con questo termine la modalit\u00e0 psichica con cui ognuno si pone con la realt\u00e0 esterna; la sofferenza mentale sarebbe una conseguenza dell\u2019insoddisfacente incontro dell\u2019individuo con la realt\u00e0 esterna; la felicit\u00e0 di un individuo dipende quindi dalla sua capacit\u00e0 creativa. Alla base di un insoddisfacente incontro con la realt\u00e0 esterna ci sarebbe un \u201crovesciamento dell&#8217;adattamento\u201d che porta molte persone ad avere la sensazione che qualcosa in loro non funzioni o perch\u00e9 avvertono come estranei i fatti della vita oppure, al contrario, non sanno sognare ed immaginare.<\/p>\n<p>Per Winnicott la necessit\u00e0 di immaginare si trova in un&#8217;area neutra (lo Spazio Potenziale) che serve come mediazione tra realt\u00e0 interna ed esterna: uno spazio virtuale che consente di conciliare due realt\u00e0. La creazione di quest\u2019area non \u00e8 istintiva e garantita ma dipende dal modo in cui avviene il processo di crescita.<\/p>\n<p>Gli oggetti transizionali si collocano in questa terza area in cui, in modo prelogico, vengono poste le basi dei futuri interessi culturali nonch\u00e9 della persona. C&#8217;\u00e8 una sorta di linea continua che va dal gioco alla creativit\u00e0 culturale e c&#8217;\u00e8 nel gioco qualcosa di fondamentale per la costruzione dell&#8217;identit\u00e0. Il bambino con gli oggetti transizionali sostituisce la madre, togliergli l&#8217;oggetto significa in qualche modo togliergli la madre che, in un primo momento, non \u00e8 distinta da s\u00e8 quindi \u00e8 lui stesso. La madre, gli oggetti, devono inizialmente illuderlo rafforzando il suo essere onnipotente, poi, gradualmente, egli affronter\u00e0 una fase distruttiva in cui la madre \u00e8 oggetto di un'&#8221;aggressivit\u00e0&#8221; che ha il preciso scopo di saggiarne la realt\u00e0. Il compito della madre \u00e8, per Winnicott, sopravvivere a questi tentativi di distruzione.<\/p>\n<p>Per l\u2019autore la salvezza di ogni bambino risiede nella sua creativit\u00e0; questa consente infatti di opporsi a quell&#8217;atteggiamento mentale che, nel rapporto con la realt\u00e0 esterna, spinge verso una sorta di &#8220;conformit\u00e0 o compiacenza&#8221;. Dopo la primissima delicata fase la creativit\u00e0 del bambino continua a manifestarsi nel gioco, che avviene nello spazio potenziale, in un modo che implica l\u2019accettazione e non risoluzione del paradosso: \u201cIl gioco \u00e8 sempre eccitante. \u00c9 eccitante .. perch\u00e9 \u00e8 sempre sul filo del rasoio tra ci\u00f2 che \u00e8 soggettivo e ci\u00f2 che \u00e8 oggettivamente percepito.\u201d<\/p>\n<p>Quello che genericamente chiamiamo gioco rappresenta, per semplificare, la libert\u00e0 di essere creativi, di essere se stessi e interi, frutto di un lungo e faticoso processo ove l&#8217;interazione mamma-bambino \u00e8 protagonista.<\/p>\n<p>La creativit\u00e0 appartiene dunque al modo con cui ogni individuo si incontra con la realt\u00e0 esterna e nasce nel bambino; quando non c\u2019\u00e8 corretto sviluppo della creativit\u00e0 c\u2019\u00e8 la &#8220;conformit\u00e0&#8221;. Questa porta l&#8217;individuo ad esperire un senso di futilit\u00e0 associato all&#8217;idea che nulla sia importante e che la vita non valga la pena di essere vissuta. Essere compiacenti significa sviluppare un falso S\u00e8, un s\u00e8 che si adatta alle richieste dell&#8217;ambiente sociale e che, per far spazio all&#8217;immagine che ne hanno scelto gli altri, occulta se stesso e si perde. Chi vive nella compiacenza, secondo Winnicott, non potr\u00e0 mai essere pienamente creativo.<\/p>\n<p>Interessantissima l&#8217;analogia con la pratica della psicoterapia. Winnicott riporta una serie di esempi di sedute in cui lo psicanalista funge, per cos\u00ec dire, da oggetto transizionale per il paziente che lo vuole \u201cdistruggere\u201d. Il suo compito essenziale \u00e8 dunque quello di sopravvivere all&#8217;atto distruttivo. Questo porterebbe all&#8217;emersione spontanea dei nodi irrisolti da parte dello stesso paziente, un&#8217;eventuale interpretazione inibirebbe il processo transizionale, falsando le possibilit\u00e0 di cambiamento.<\/p>\n<p>Ci sarebbe dunque, secondo questa ottica, qualcosa di essenziale nei primi momenti di vita; dinamiche inafferrabili che, in modo relativamente graduale, tracciano linee indelebili sul &#8220;poter essere&#8221; di ognuno. La nostra identit\u00e0 si svilupperebbe a partire da un solco tracciato in precedenza e che resta aperto. La cultura, soprattutto, rappresenta un prolungamento di quel qualcosa che, da bambini, definiva il nostro primo rapportarci al mondo; sperimentavamo noi stessi, ci misuravamo e misuravamo per la prima volta le cose attraverso un'&#8221;attivit\u00e0&#8221; come il gioco che, in seguito, persiste nelle forme impensate delle esperienze culturali. Sembra che il gioco nel bambino, e la cultura nell&#8217;adulto, abbiano un ruolo centrale nella definizione del senso dell&#8217;esistenza della persona. Dove manca il gioco, manca, in qualche modo, un Io completo.<\/p>\n<p>BIBLIOGRAFIA:<\/p>\n<p>&#8211; Castonguay, L. G., &amp; Hill, C. E. (2008). L\u2019insight in Psicoterapia. Roma: Sovera Multimedia.<\/p>\n<p>&#8211; Winnicott, D., W. (1971). Gioco e realt\u00e0. Roma: Armando Editore.<\/p>\n<p>&#8211; Zinker, J (2002). Processi creative in psicoterapia della Gestalt. Milano: Franco Angeli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autore: Beatrice Maiani Le descrizioni di eventi di insight e di esperienze creative sono pressoch\u00e9 coincidenti. Il pensiero creativo \u00e8 un concetto spesso abusato e banalizzato, quasi fosse solo una strategia da \u201cimparare\u201d o uno schema mentale da riprogrammare. 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